Un posto all'ombra
Un mattino di fine estate scesi in spiaggia per scattare qualche foto, quando ebbi occasione di assister ad una scena assai consueta, al mare. Ma ai miei occhi la cosa parve ricca di significato, la ripresi e mi misi a pensare. Ora vi racconto.
Distante trenta passi dal bagnasciuga si erge la palma più alta della spiaggia di Cagliari e Quartu. Accade che ogni giorno, nella stagione calda, migliaia di persone affollino la spiaggia, sotto gli ombrelloni o al sole, e si gettino sovente nelle limpide acque del mare in cerca di refrigerio. Ma lì, sotto la grande palma, non ci va mai nessuno.
Quella volta, invece, si sistemarono due donne. Una delle due, anziana, prese faticosamente posto sullo sgabello portato dall'altra, la giovane accompagnatrice.
Sembrerà strano, ma la mia attenzione fu rapida dalla prima, che se ne stava lì, all'obra, reggendo l'inseparabile bastone, vestita di tutto punto, in quell'arsura sahariana.
Pensai ai trascorsi anni, vari e avventurosi, sereni e dolori che dovevano aver animato la vita della donna ed ora le si stendevano alle spalle come un lungo tappeto impolverato.
Chissà quante volte aveva corso anche lei sulla sabbia ardente, per tuffarsi tra le onde frizzanti e riapparire poi, come un delfino beffardo, nel suo pur goffo costume anteguerra.
Come doveva desiderare buttarsi in acqua, l'anziana donna, o almeno poter prendere il sole, in costume!
E invece doveva stare a riposo, al riparo dal sole, costretta immobile dall'artrosi e dal cuore ormai stanco.
L'unica possibilità di fuga, di libertà era per lei il sognare ad occhi aperti, difronte a quei giovani allegri.
E allora pensai che, fra cinquant'anni, se il Cielo vorrà, potrei trovarmi io, sulla spiaggia, a rimirare i tuffi di avrà l'età che ho adesso.
E me ne andai dalla spiaggia, pensando a come, allora, toccherà a me cercare un posto all'ombra.
Andrea Mameli
Racconto pubblicato nell'antologia del Premio Internazionale letterario di poesia e narrativa Città di Quartu, edizione 1991, pag. 114
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