Liceo ad alto contenuto tecnologico

L'Alberti di Cagliari, grazie alla collaborazione del CRS4, è stato il primo liceo italiano a realizzare strumenti didattici all'interno del proprio sito web e alcuni ex studenti sono ora esperti di HEML, Java e realtà virtuale

Il CRS4, Centro di Ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna (www.crs4.it), è nato nel 1990 per iniziativa della Regione autonoma della Sardegna e conduce attività di ricerca e sviluppo in due campi: modellizzazione e information technology. Gli oltre 70 ricercatori, provenienti da tutto il mondo, si occupano di simulazione ambientale, telemedicina, multimedialità e applicazioni interattive, con particolare attenzione al mondo della scuola. Le prime attività del CRS4 nel campo delle tecnologie didattiche e della divulgazione scientifica risalgono al 1995. Era l'anno dell'esplosione del fenomeno Internet in Italia. Negli USA e in Europa si contavagià qualche scuola, con la sua brava home page e con le paginette di presentazione.
Ma nella mente di Gianluigi Zanetti (ricercatore del CRS4 di Cagliari ropo alcuni anni trascorsi in un laboratorio di fisica di Chicago) le scuole con Internet potevano fare molto di più delle pagine web: realizzazione di risorse didattiche multidisciplinari, scambio di informazioni a grandi distanze, reperimento di risorse lontane per ricerche e approfondimenti. Il CRS4 disponeva di mezzi e competenze per aiutare le scuole in una simile sperimentazione. Zanetti avanzò la proposta, ma nessuna tra le scuole superiori del capoluogo sardo dimostrò interesse, tranne il Liceo scientifico Alberti (...url) Per due motivi: la sensibilità del Preside, Ugo Galassi, animatore dell'associtazione per l'insegnamento della fisica (AIF) e l'allora insegnante di matematica e fisica Roberto De Leo, giovane fisico, frequentatore di siti scientifici (in particolare astronomia) nel tempo libero. Gli effetti dell'incontro fra Zanetti e De Leo si avvertono ancora: il Liceo Alberti è stato il primo in Italia a realizzare risorse didattiche all'interno del proprio sito web e alcuni ex "albertini" sono viventati esperti di HTML, Java e realtà virtuale. Il segreto? Uno solo: la formazione. Un gruppo di studenti fu messo nelle condizioni di costruire i documenti multimediali e di insegnare agli altri.
In questo modo l'esperienza è durata fino a oggi con un gruppo di giovani sempre in grado di gestire tutto da soli. Durante l'estate del 1995 una decina di ragazzi dell'Alberti faceva la spola tra la scuola e il CRS4 (dove era temporaneamente sistemata la macchina, un normalissimo pc) per imparare a usare gli strumenti della rete e il linguaggio HTML per costruire le pagine web.

Sperimentazione avanzata
Nello stesso periodo altre due iniziative facevano del centro di ricerca sardo un luogo di sperimentazione didattica avanzata: il progetto Iperler ed i corsi di navigazione.
Ipermedia e lavagna elettronica in rete (Iperler) è il nome di un progetto realizzato dalla ricercatrice Carola Salis (esperta in insegnamento a distanza e tecnologie per l'apprendimento) consistente in una serie di applicazioni avanzate per la comunicazione tra allievi e docenti, la gestione delle risorse didattiche e il reperimento delle informazioni.
Un gruppo di studenti di Medicina dell'università di Cagliari ha collaudato con successo il sistema su una base di dati ipermediali (finestre di dialogo e campioni tridimensionali) di anatomia.
"Internet: avvisi ai naviganti" è invece il corso di introduzione alla telematica ideato da Riccardo Scateni del CRS4 allo scopo di fornire alle scuole gli strumenti culturali per la conoscenza e l'adeguato sfruttamento delle risorse telematiche. L'esperienza è proseguita per tutto l'anno scolastico 1996-97: sono più di mille gli studenti, provenienti da ogni parte dell'Isola, che hanno frequentato il corso.
Ed è di queste settimane l'avvio di un progetto di collaborazione fra la Direzione classica, scientifica e magistrale del Ministero della Pubblica Istruzione ed il CRS4 che prevede la formazione dei docenti e la raccolta di risorse didattiche multimediali.

Da Virtual Maggio 1997. Pp. 54-55


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