Articolo pubblicato su Atti di DIDAMATICA '97
Siena, 8-10 maggio 1997 (AICA e Università di Siena)

LibLab: un'applicazione interattiva nella didattica della Fisica

Autori: Andrea Mameli, Gavino Paddeu, Paolo Anedda, Marco Pescosolido, Enrico Stara.

Abstract: "LibLab" un'applicazione interattiva per la didattica

della Fisica sviluppata all'interno della divisione "Information and Communications Technology" con l'impiego di applet Java, ipertesti e immagini di supporto. Il prototipo e` stato provato con alcuni studenti del Liceo Scientifico Alberti di Cagliari ed ora e` in rete a disposizione. LibLab viene provato ogni settimana da tre gruppi di venti studenti di scuole superiori della Sardegna che partecipano ai corsi di alfabetizzazione telematica offerti gratuitamente dal CRS4 (il "Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna" presso il quale la sperimentazione ha luogo) all'interno della programmazione dell'Area "Trasferimento Tecnologico e Rapporti Scientifici".

Premessa

Nella societa` pre-tecnologica l'educazione, in Italia come nel resto d'Europa, e` sempre consistita in un processo definito, rigido, immutabile, che nella tradizione scolastica si identifica con il modello lineare. In questo modello gli argomenti insegnati dal docente seguono la logica nozionistica: e` una sorta di sequenzialita` di tipo deduttivo.
Nella societa` attuale, caratterizzata da un alto grado di mobilita` fisica e culturale, l'educazione assume i connotati di una realta` aperta e in continua trasformazione. I percorsi didattici seguono la logica dell'itinerario formativo, mentre nella progettazione curricolare si afferma il modello modulare. Le nuove tecnologie sono parte integrante di questi processi: favoriscono e sono favorite dalla mobilita` e dalla flessibilita`.
Il modello lineare, ancora oggi dominante, appare come una gabbia rigida in netto contrasto con quell'esigenza di itinerari personalizzati espressa dalla ricerca didattica moderna. Le nuove tecnologie offrono una serie di opportunita` che possono essere recepite fin da ora all'interno della programmazione scolastica. I principali vantaggi dello strumento didattico ipermediale risiedono nell'assenza di sequenzialita` e nella possibilita` di impegnare simultaneamente piu` sensi. Inoltre, e` possibile fondere con successo le tre strategie didattiche: ambienti direttivi (risorse locali), ambienti aperti (risorse reperibili in rete) e banche dati (archivi e glossari).
Ambienti di apprendimento (individuale e collaborativo) e telecomunicazioni (tra due o piu` utenti) possono rappresentare un fattore di accelerazione per la realizzazione di un nuovo sistema formativo. Le rapide trasformazioni che coinvolgono le realta` sociali ed economiche impongono quindi nuove risposte formative: si va nella direzione della formazione permanente. Cio` significa che la scuola deve insegnare ad imparare, affinche' l'individuo divenga capace di apprendere e di adattarsi ad ogni eta` In questo modo si puo` fronteggiare efficacemente anche l'analfabetismo di ritorno.

"Se da una parte la societa` della telematica, dominata dal mezzo televisivo, determina l'omologazione di atteggiamenti e stili di vita, d'altro lato deve essere la scuola a difendere da tali processi di disumanizzazione fornendo i valori di riferimento e gli adeguati strumenti culturali."

[Popper, Coundry, Cattiva maestra televisione. Reset, Milano, 1994]

Nuove tecnologie e didattica della fisica

L'insegnamento della fisica nella scuola secondaria superiore si articola in lezioni teoriche e sperimentazioni di laboratorio.
L'impiego delle nuove tecnologie si colloca a complemento di teoria ed esperimento, in particolare come ausilio e sostegno alla didattica preuniversiatria e al laboratorio di fisica, non come surrogato dell'esperienza concreta o in sostituzione dello stesso docente.
Era nostro obiettivo la realizzazione di uno strumento interattivo finalizzato ad aprire la strada al laboratorio reale, senza sostituirsi ad esso.
Particolarmente interessante appare comunque la possibilita` di sfruttare le rappresentazioni multimediali e interattive per la modellizzazione e la rappresetazione di leggi fisiche, piu` di quanto possa fare l'esperienza di laboratorio. Con il linguaggio Java e con le realta` virtuale, infatti, diviene possibile creare rappresentazioni aderenti alle previsioni teoriche, le quali - come nel caso della meccanica quantistica o delle reazioni atomiche - non sono verificabili direttamente a scuola.

Il progetto LibLab

Abbiamo puntato ad un metodo attivo di insegnare la fisica, capace di sfruttare le potenzialita` creative, insieme tecnologiche e pedagogiche, messe a disposizione dalle moderne tecnologie informatiche.
Ci siamo indirizzati verso l'interattivita` per costruire un prototipo ipermediale capace di coniugare alcune delle piu` nuove ed efficaci nel campo delle nuove tecnologie didattiche: la simulazione e la modellizzazione, le capacita` grafiche, le risorse della rete Internet (comunicazioni a distanza e navigazione nel World Wide Web) e soprattutto l'interattivita`.
Il nome del progetto e` "LibLab": Libro e Laboratorio o Library and Laboratory (biblioteca e laboratorio) a sottolineare i molteplici ruoli incarnati dalle applicazioni utilizzate.
LibLab consiste in una serie di ipertesti contenenti esperienze di laboratorio interattive strutturate in modo da esaltare la partecipazione dello studente, a vantaggio della comprensione dei contenuti disciplinari senza richiedere alcuna competenza informatica. Il sistema e` in grado di offrire risorse didattiche differenziate adatte a all'insegnamento della fisica in qualsiasi scuola superiore.
Queste risorse si propongono come complemento dei tradizionali strumenti didattici, allo scopo di colmare la lacuna fra teoria ed esperimento, senza nulla togliere al valore di lezione, esperimentazione, manipolazione, dialogo e collaborazione.
LibLab rappresenta in ultima analisi un modello di lavoro strutturato come interfaccia tra lo studente e l'insegnante, il libro, il laboratorio e la lavagna.
Le nostre ricerche hanno avuto inizio con l'esplorazione dei contenuti reperibili sulla rete Internet per mezzo del browser Netscape Navigator, servendoci dei mezzi a disposizione del CRS4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna): workstation grafiche, scanner, server web e connessione in rete.
Abbiamo analizzato oltre duecento documenti ipermediali messi in rete da Scuole, Universita` e Centri di Ricerca, riscontrando una progressiva crescita quantitativa e qualitativa al trascorrere delle settimane (primavera 1995). Nel contempo abbiamo realizzato documenti ipermediali per verificare la fattibilita` di applicazioni interattive ad uso didattico, mettendo a frutto le informazioni apprese: a titolo di esempio citiamo la versione italiana di un documento multimediale relativo alla storia del World Wide Web (successivamente inserito come link in alcune banche dati ipertestuali: CINECA, Liceo Scintifico Alberti di Cagliari, Universita` di Cagliari, Milano, Modena).
La seconda fase del lavoro e` consistita nella scelta di alcuni argomenti del programma di fisica delle scuole superiori che si adattassero, per contenuti e opportunita` espositive, al nostro progetto.
Sono state inizialmente individuate delle aree del Programma Ministeriale di fisica per il Liceo Scientifico nelle quali l'esposizione della teoria attraverso esercitazioni di laboratorio potesse trarre beneficio a seguito dell'utilizzo di una serie di strumenti interattivi, fruibili grazie a browser come Netscape Navigator. In seguito ad un'attenta analisi e attraverso scambi di opinioni con gli allievi del Liceo Scientifico Alberti (preventivamente selezionati per la gestione del sistema informatico della scuola) sono stati scelti alcuni esperimenti, tenendo presente anche la trattazione matematica. Sotto il profilo didattico abbiamo curato che lo studente potesse comprendere il funzionamento dell'esperimento virtuale.
Dal punto di vista tecnico si e` invece tenuto conto della effettiva realizzabilita` per mezzo della tecnologia disponibile.
In base a queste considerazioni le tre aree selezionate sono risultate le seguenti: Ottica, Correnti alternate, Oscilloscopio.
L'innovazione tecnologica e` venuta incontro alle nostre esigenze sotto forma di un nuovo software di navigazione ipermediale (Hot Java): estremamente avanzato, versatile e perfettamente compatibile con il linguaggio di formattazione impiegato (HTML) per la realizzazione degli ipertesti, e soprattutto compatibile con gli applet in linguaggio Java per l'interattivita`.
La terza fase e` coincisa con la preparazione delle tre unita` didattiche: esperienze di ottica geometrica, circuiti in corrente alternata, strumenti di misura (oscilloscopio).
In base alla teoria che governa fenomeni scelti abbiamo realizzato, con il linguaggio Java, i programmi per l'esecuzione degli esperimenti virtuali. Tali applicazioni sono state inserite negli ipertesti, scritti in HTML, contenenti la teoria relativa al fenomeno.
L'efficacia del sistema e` stata periodicamente verificata con il browser Hot Java, prima di essere messa a disposizione degli studenti del Liceo Scientifico Alberti per la verifica in classe.

Il linguaggio Java

Sviluppato nella primavera del 1995 dalla Sun Microsystems, Java e` un linguaggio di programmazione dotato di una semantica molto vicina a quella del linguaggio C++, e caratterizzato da due virtu` molto importanti per il nostro progetto: Java e` Machine Independen e Object Oriented.
La compilazione di un file sorgente in linguaggio Java fornisce come risultato un file Java "bytecode". Il Java bytecode consta di istruzioni machine-independent che possono essere interpretate efficientemente dal Java Runtime System che a sua colta opera come una macchina virtuale.
Il bytecode generato dal compilatore Java e` portabile su tutte le piattaforme e architteture; e` tuttavvia possibile implementare metodi nativi in un linguaggio (ad esempio il C) dipendenti dalla piattaforma.
Compilatore, Interprete e altre Tools di sviluppo sono disponibili per macchine workstation UNIX SUN, LINUX e Windows '95.
Con il compilatore e` fornita una libreria di funzioni che costituiscono la Java Application Programming Interface (API).
Queste funzioni permettono di creare dei programmi molto flessibili e consentono di gestire facilmente la grafica, le immagini, i suoni, gli eventi ed i device esterni.

Un programma in linguaggio Java che deve girare all'interno di un browser e` denominato "applet". Dal punto di vista del linguaggio un applet non e` altro che una classe derivata dalla superclasse Applet alla quale vengono aggiunte le funzionalita` specifiche che si vogliono implementare.

Gli esperimenti virtuali

Gli argomenti di Ottica, Correnti alternate e fenomeni ondulatori (analizzati con l'Oscilloscopio) sono stati divisi in tre Unita` didattiche, selezionabili nell'ipertesto del LibLab Web Project con semplicemente maneggiando il mouse. Tutte le esperienze proposte sono facilmente comprensibili e l'abbondanza di link esterni permette un approfondimento personalizzato.

  1. Unita` didattica 1: Ottica Questa unita` didattica e` stata ideata allo scopo di presentare agli allievi una parte del programma di ottica nell'intento di fornire una visione delle distinte teorie nelle quali l'ottica puo` essere