La rete Internet, sovente dipinta da giornalisti poco informati come madre di tutti i mali, a volte si rivela molto preziosa. E' il caso del piccolo Gianmarco Coniglio, quattro anni e mezzo, per il quale la mobilitazione telematica si è rivelata insostituibile. Il bambino di Taranto, grazie alla premurosa intuizione dei volontari di PeaceLink, ha trovato una clinica disposta a studiare accuratamente il caso (una rara forma di leucodistrofia). "Il 16 giugno Gianmarco sarà negli USA - ci spiega la mamma, Grazia Coniglio - per una serie di esami all'Istituto nazionale per la salute di Bethesda in Maryland. L'équipe del dottor Raphael Schiffmann lavorerà gratis per trovare finalmente una cura, impiegando la risonanza magnetica tridimensionale e altri strumenti nei quali sono i più avanzati".
La telematica vi è stata veramente d'aiuto? "Si, PeaceLink ha contribuito molto a far conoscere Gianamarco. E poi a trovare un ospedale disposto a seguirlo: abbiamo trovato aiuto anche da un medico italiano che lavora negli USA. Tantissime lettere sono state inviate alla clinica di Washington per chiedere di accelerare i tempi di ricovero".
La famiglia del bambino dispone di una casella di posta elettronica - gianmarco@freeworld.it - e il caso del bambino affetto da questa rara patologia è riportato integralmente sulla home page di Gianmarco www.peacelink.it/appeal/gianmarco/
Nel caso di Gianmarco è stato importante unire le forze del volontariato telematico organizzato (PeaceLink) e spontaneo (la mobilitazione per posta elettronica, nei newsgroup e nel Web), la televisione (importante la partecipazione a Domenica In con Don Mazzi). Nel caso di Francesca, una bambina cagliaritana cui è stata diagnosticata una ipercoagulazione del sangue (che le è costata l'amputazione di una gamba), invece pare che Internet non sia servita, anzi. Stando al primario del reparto di rianimazione del Brotzu di Cagliari, Paolo Pettinau, la "pubblicità" al caso (finito in tv a "Chi l'ha visto?" e nel cyberspace, dove l'appello medico urgente è rimbalzato da un parente della bambina a Giuseppe Micali dell'associazione informatici professionisti della Sicilia, alla mailing-list del convegno EGO-Crea di Firenze, alle Università e a diversi istituti clinici) ha solamente fatto surriscaldare il telefono della rianimazione.
A quanto pare l'alleanza fra la televisione e i tradizionali mezzi di comunicazione non è sempre vantaggiosa. O forse si tratta della reazione emotiva di chi ha visto la trasmissione tv, e la rete Internet non è colpevole. Piuttosto c'è da riflettere sull'utilità di divulgare nomi e cognomi di minori protagonisti della vicenda, come ha fatto osservare qualcuno in rete. In ogni caso l'utilità, almeno potenziale, della mobilitazione telematica, non è in discussione.
lo dimostra la frequentatissima pagina degli Appelli medici urgenti http://www.see.it/infomed/appello.html a cura dell'Associazione Scientifica per l'utilizzo interdisciplinare delle tecnologie multimediali (FATA Team), "un contributo dell'Istituto Ortopedico Gaetano Pini, Clinica Ortopedica dell'Università di Milano alla ricerca scientifica in favore delle persone più bisognose". Inoltre, si legge sempre nella Home Page dedicata agli appelli medici, "La prima Clinica Ortopedica dell'Università di Milano diretta dal professor Luigi Parrini mette a disposizione, 24 su 24, un servizio fax per la raccolta degli Appelli Medici Urgenti": il numero è 02.58305091.

Andrea Mameli


Virtual, Giugno 1997, pag. 43