Da Londra al Giappone storie di giovani sarde all'estero

di Andrea Mameli

Rosaria Piga vive in Giappone da tre anni. Lavora in un laboratorio che conduce ricerche di punta in campo biologico: analizza gli stress ossidativi subiti dalle cellule, ovvero quei fenomeni che causano la produzione dei famigerati radicali liberi, alla base di numerose malattie, fra le quali cancro, invecchiamento precoce, aterosclerosi, alzheimer e parkinson.
“Desideravo fare esperienza all'estero – spiega Rosaria Piga, cagliaritana, 40 anni – ma sinceramente non avevo mai pensato al Giappone. Lavoro all'universita' di Kyoto, alla Prefectural University of Medicine.”
Un lavoro appassionante, ricco di soddisfazioni, ma inadatto a chi non sa sopportare piccoli e grandi disagi. “Ho avuto momenti molto esaltanti, pieni di novità, di gioia, soprattutto gli inizi, anche perché i giapponesi ti aiutano in tutte le difficoltà. Poi però la realtà è fatta di tanti ostacoli quotidiani. Ora, dopo tre anni, ho conquistato un equilibrio tale da permettermi di dire che ho imparato tanto e non solo dal punto vi vista professionale. Ora so apprezzare maggiormente le mie radici, so cosa voglio dalla vita, conosco meglio me stessa”.
Rosaria racconta dell'emozione provata quando in un negozio ha trovato il cannonau e la bottarga Made in Sardinia e quel che non trova se lo fa mandare dalla mamma e dagli amici più cari: il torrone di Tonara, il panettone di Pula, i malloreddus, il mirto, il pecorino. Rosaria in Giappone ha anche saputo allacciare nuove amicizie: “amicizie giapponesi, forti, e – spiega – basate su valori importanti.” E l'ultima grande soddisfazione per Rosaria è arrivata in Sardegna, per aver portato i suoi amici giapponesi ad assistera alla sagra di Sant'Efisio.

È a Londra da poco meno di 9 anni, dove ha completato gli studi iniziati a Cagliari con il diploma in Architettura d'interni all'istituto europeo di Design. Valeria Meloni nel 1999 e quattro anni fa ha conseguito la Laurea in Architettura all'University of Westminster e ora è iscritta all'albo degli architetti inglesi. “Ho sostenuto un esame per equiparare il titolo conseguito in Italia al livello del First Degree inglese – spiega Valeria, che ora ha 32 anni – e mi sono iscritta alla seconda parte del corso biennale.” Durante i due anni dedicati a far pratica in un ufficio per il tirocinio obbligatorio continuava a frequentare un corso universitario serale che le ha permesso di sostenere l'esame per l'iscrizione all'albo. Ora Valeria lavora come architetto in uno studio al centro di Londra “ci occupiamo in prevalenza di edilizia residenziale: nell'ultimo anno ho seguito il progetto di un palazzo di sei piani composto da 53 appartamenti, per un appalto del valore di circa 7 milioni di sterline, destinato ad alloggi popolari” un cantiere tuttora in attività, il cui completamento è previsto per il gennaio del 2006.
A Londra Valeria si trova bene. Ma a volte la nostalgia per gli affetti e per la Sardegna è forte. “Potrei lamentarmi – racconta – del freddo, delle giornate grigie, degli affetti lontani, della precarietà di una vita in una città in continuo divenire, dei pericoli che si affrontano ogni giorno semplicemente camminando per strada. E certamente – continua Valeria – qualche momento di malinconia ogni tanto mi assale, specie quando sogno il mare, i miei genitori, i miei nonni, il mio cane o gli amici lontani. Ma si sopporta.”



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