Il Messaggero Sardo, Novembre 2004

La Sardegna e la Scienza
il Parco tecnologico di Pula apre le porte al pubblico


di Andrea Mameli

In diecimila in visita a “Polaris” affascinati da un mondo di ricerca e innovazione

La Sardegna e la Scienza. Un binomio vincente. Ne sono consapevoli gli addetti ai lavori, coloro che con studi, pubblicazioni e brevetti, mantengono alto in molti campi il nome delle università e dei centri di ricerca che hanno sede in Sardegna. Ne sono sempre più coscienti anche i cittadini che pur non occupandosi di scienza e tecnologia ne riconoscono il ruolo fondamentale nella società attuale.
La consapevolezza degli addetti ai lavori si conquista in anni di intensa applicazione ad un mestiere affascinante. La capacità dei cittadini di avvicinarsi a questo mondo complesso è invece legata a tutte le opportunità che vengono loro concesse da letture, trasmissioni televisive, musei e mostre, oppure occasioni come l'apertura al pubblico dei centri di ricerca.
Quella offerta domenica 25 ottobre 2004 è stata un'occasione veramente unica: il Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna, Polaris, ha aperto le porte per tutta la giornata con decine di esibizioni, mostre, allestimenti interattivi e intrattenimenti per i bambini.
Il Consorzio 21, l'organismo creato dalla Regione Autonoma della Sardegna per sostenere e coordinare la ricerca scientifica e tecnologica, ha organizzato questo evento, sul modello di manifestazioni simili che si svolgono ogni anno negli oltre quattrocento parchi scientifici sparsi per il mondo. Con la collaborazione del CRS4, SharDna, Neuroscienze e altri centri di ricerca e imprese che hanno trovato sede presso i locali di Polaris, e con il coordinamento degli operatori esperti chiamati dalla “Città della Scienza” di Napoli, gli oltre 10.000 visitatori hanno percorso in lungo e in largo le strutture edificate all'interno del meraviglioso Parco Naturalistico Pixina Manna di Pula, per comprendere come si lavora in questo settore e quali traguardi si sia stati in grado di raggiungere. Le mostre:”A caccia di geni”, “Bit in rete”, “Il cervello: macchina pensante”, le attività di animazione a cavallo fra il teatro e il laboratorio, vivaci esperimenti mostrati in pubblico e presentazioni di avanzatissimi risultati di ricerche scientifiche, sono stati graditi dai bambini, dagli adulti e dagli anziani: per loro la genetica, l'informatica, la fisica, la matematica, le neuroscienze, potranno così essere divenute più simpatiche, in alcuni casi più comprensibili. E questo sarebbe già un risultato importante. Ma l'evento aveva anche un altro scopo: far apprezzare il significato dell'esistenza di un Parco Scientifico in Sardegna. Ovvero un nuovo elemento di crescita, di occupazione, di prestigio. Una scommessa che nel 1990 poteva anche far sorridere. Ma che ora invece si può considerare già, seppur parzialmente, vinta.


 


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